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Arte
- IL FLÜGELALTAR
In lingua tedesca significa "altare alato". Questo è il nome del prezioso altare ligneo conservato nella chiesa di S. Maria Maggiore a Pontebba. Il nome deriva dal fatto che esso è costituto da un corpo centrale con due portelle mobili. Gioiello più fulgido della Chiesa, è stato dichiarato monumento nazionale. Questo
altare tardo-gotico è datato 1517 ed è, probabilmente, per la qualità
degli intagli, il capolavoro del Maestro Enrico da Villaco, fondatore e
maggior esponente della Bottega di Villaco. Pare inoltre che sia
il prototipo, di qualità mai più eguagliata, di una serie di altari,
simili per l'impostazione, che la Bottega di Villaco diffuse in diverse
chiese austriache. Sia le sculture che le pitture denotano un certo
influsso rinascimentale italiano, assumendo un aspetto meno cupo e più
naturalistico. La pitture, presumibilmente rientranti nell'ambito
della scuola danubiana, si distinguono per la loro alta qualità,
riflesso di un modello colto. In questo altare una parte di primaria importanza è rivestita da Maria, fulcro vero e proprio dell'opera. Dal
punto di vista esecutivo l'altare si distingue per una superba e
raffinatissima tecnica di realizzazione, fin nei minimi particolari,
minuziosamente realizzati.
Lo scrigno custodisce un grande
tesoro: i "misteri della nostra salvezza". Gli sportelli si aprono come
si apre un libro: è un libro di preghiera. L'altare resta chiuso nei
tempi penitenziali di avvento e di quaresima e le pitture ci raccontano
fatti che hanno preparato e concluso il grande avvenimento:
l'intervento definitivo di Dio nella nostra storia. Ecco cosa raccontano le pitture:
ANNUNCIAZIONE: Dio potrà intervenire perché ha trovato una persona che lo accoglie. Maria gli dice il "Sì" che cambierà la storia del mondo (Vangelo di S. Luca 1,26-38)
VISITA
A ELISABETTA: Giovanni il profeta, ancora nel seno della mamma,
annuncia a Elisabetta che Dio è già qui, nel seno di Maria. (Vangelo di
S. Luca 1,39-45)
FUGA
IN EGITTO: Tu che contempli prepara pure il cuore ad una storia che
sarà tragica, perché quel bimbo, già fin dalla nascita, sarà cercato a
morte dai grandi e dai prepotenti. (Vangelo di S. Matteo 2,19-23)
PENTECOSTE:
Questa è la conclusione di ciò che avvenne 2000 anni fa, ma è l'inizio
della storia della Chiesa che continua tuttora. (Atti degli Apostoli
1,12)
NATALE: È la prima scena dello scrigno: perché la creatura
umana potesse salire fino a Dio, Dio è sceso sulla terra. Il padrone
dell'universo si è fatto bambino, più povero di tutti perché tutti i
poveri, restando liberi di accoglierlo o no, potessero sentirlo vicino,
amico, fratello (Vangelo di S. Luca 2,4-20). Giuseppe ha in mano una
candela (simbolo della fede) e la ripara dal vento. Maria tende la mani
giunte in preghiera verso il basso; il Dio del Cielo ora è quaggiù,
sulla paglia.
I MAGI: "Venne tra la sua gente ed i suoi non
l'hanno accolto", però gli uomini saggi che guardano il cielo vengono
da molto lontano, sono tutti uomini del mondo, bianchi, neri, gialli, e
con doni simbolici lo riconoscono come Re (oro), Dio (incenso), mortale
(mirra) (Vangelo di S. Matteo 2,1-1-2). Maria, con grande gesto da
Regina, mostra il bimbo ed accoglie i nostri doni per Lui.
RISURREZIONE:
a Pasqua colui che avevano assassinato esce dalla tomba: l'angelo, il
guideo, il discepolo, le donne che vanno ignare al sepolcro, la città
ostile dietro lo steccato, le guardie che dormono… Pare di riascoltare,
in uno, tutti i racconti evangelici di quel mattino di Pasqua (Vangelo
di s. Matteo 28,47-66 e cap. 28 tutto).
MORTE DI MARIA: È il
più bello ed inconsueto dei quadri. Maria muore in ginocchio, chiude
gli occhi dicendo dolcemente l'ultimo suo Sì, sorretta da Giovanni,
mentre Tommaso, l'apostolo che aveva dubitato, le regge la candela
accesa, simbolo della fede che non muore. La circondano i dodici
apostoli, con Pietro che presiede una serena liturgia della morte.
(MORTE DI MARIA: spiegazione) L'anima
di Maria è come bimba in braccio al Padre del cielo, solo il suo corpo
è ancora per poco quaggiù, sulla Terra (Protoevangelo di Giacomo).
INCORONAZIONE:
Padre, Figlio e Spirito Santo, in clima di solenne festa liturgia,
coronano il sogno del Creatore che in Maria è ormai divenuto realtà: la
creatura amata ha accolto l'amore ed entra da regina nel cuore e nella
vita della famiglia divina: le mani di Maria sono aperte in
accoglienza, ma lo sguardo, noncurante della propria gloria, è rivolto
con estrema dolcezza verso il basso, dove ancora soffrono tanti suoi
figli… Durante 500 anni, quanti sguardi di pianto, di supplica, di fede
e di disperazione hanno incrociato questo sguardo?
LE GUGLIE: al
centro la donna vestita di sole (che biblicamente è la Chiesa, ma che i
Padri hanno felicemente identificato con Maria) offre al mondo Gesù, il
quale, aggrappandosi al suo collo, si sporge a benedire. Più in alto
ancora si trova il Cristo risorto, con tutti i segni della Passione,
che mostra ai discepoli le mani ed il costato e li saluta con la mano
alzata: "Pace a voi!". Il volto di Cristo risorto è forte, intensissimo, ma anche dolce e rassicurante .
IL RESTAURO Nel
1985 l'altare versava in uno stato di notevole degrado, ma era tuttavia
ancora recuperabile. Degrado dovuto, oltre che alle cause fisiche
naturali, anche ad alcuni restauri (l'ultimo del 1937) mal eseguiti. Dopo
cinque anni di restauro l'altare è ora ritornato al suo antico
splendore, nella Chiesa di Pontebba, anch'essa rimessa a nuovo sotto in
controllo della Sovrintendenza alle Belle Arti.
Il restauro si è articolato in più fasi: - velinatura e fissaggio delle parti pericolanti della policromia; - stuccatura delle sculture, con gesso, cera e colla; - reintegrazione pittorica con colori a vernice ad acquerello; - verniciatura finale con vernice da ritocco.
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DER FLÜGELALTAR
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